Freelancecamp Roma 2018: un post di fatti miei

Di riflessioni e speech da vedere



Mercoledì scorso sono stata al Freelancecamp di Roma. Non mi dilungo su cosa sia il Freelancecamp, trovate tutto qui, ma ti dico solo che era un evento che aspettavo da maggio, cioè dal momento in cui ho salutato tutti all'edizione di Marina Romea.

Il fatto che io non sia Freelance conta poco, e non interessa praticamente a nessuno, se non per il fatto che ho dovuto prendermi una giornata di ferie e rientrare subito. Da sempre penso che freelance sia un modo di essere e di concepire la propria professionalità, e io forse freelance lo sono da sempre, anche se non ho mai trovato il coraggio di fare quel passo in più. In compenso sono una slash worker con una doppia vita da molti anni. Di giorno dipendente in varie aziende, di sera tante altre cose: ho seguito progetti di grafica, fatto siti, gestito pagine Facebook e profili Instagram. Attualmente scrivo di design, arredo e cose belle in questo blog, su Sgaialand Magazine e per qualche agenzia. E ho una newsletter nata proprio sull'onda del mio speech al Freelancecamp di Marina Romea.

E niente. Sarà la stanchezza di non fermarsi mai, sarà che ho aperto il camp con un intervento scritto la notte prima, fatto sta che questa edizione l'ho vissuta in maniera diversa. Sento di essere in un momento delicato della mia vita professionale, quel momento in cui vedi e senti già i colori e i profumi della terra al di là del fiume. Un piede è già di là, e devi solo trovare il coraggio di perdere l'equilibrio per un attimo e portare anche il secondo piede.
Mai come questa volta il viaggio di rientro è stato denso di riflessioni e gratitudine per tutte le persone che ho incontrato, con cui ho scambiato un pensiero, una visione, un'idea. E oggi mi sento un po' più ricca, grazie ai contenuti e alle esperienze che ho ascoltato.

Non ti faccio il pippone elencando tutti gli speech qui, ti dico solo che vale la pensa di fermarsi a guardarseli tutti. Troverai di sicuro qualche spunto utile per te!
Ti racconto invece quello che mi porto a casa io da questa edizione di Roma. 

L'intervento di Filippo, che nel parlare del perché scegliere un professionista di produzioni audio e video mi ha dato un sacco di spunti e motivazioni per raccontare meglio il mio valore aggiunto come professionista, anche se lavoriamo in ambiti diversi.

E poi i consigli di Augusto per un preventivo che funziona: vendi la visione non come la raggiungerai. Che è anche un "Racconta a Mario come sarà essere Supermario, non quanto è buono il fiore che dovrà mangiare".



Ho ascoltato con interesse la storia di Angela e del suo passaggio da dipendente a freelance, e delle due anime che convivono in lei. E mi ci sono molto riconosciuta.
E poi mi sono divertita con Biljana e la sua lettura dissacrante di alcune pubblicità dell'editoria, da cui trarre però lezione. Perché l'insegnamento più bello che mi porto dentro dagli anni dell'università milanese è proprio questo: si impara da ogni cosa, da ogni esperienza, se si hanno occhi e orecchie pronte a guardare oltre.

Tatiana mi ha convinta a dare un nome e un cognome alle mie personas, e a metterle nero su bianco immaginandone la faccia ed i pensieri belli e brutti, che io mi fermo sempre qualche livello più su e potrei essere più efficace.

E infine Miriam. Non tanto per il racconto dell'esperienza in sé della maternità da freelance, ma per i consigli saggi, validi sempre.

  • Non farsi portare dagli eventi, ma decidere e progettare cosa vogliamo fare. 
  • Farsi aiutare dalle persone giuste. 
  • Investire quando è il momento, il che può significare prendersi un ufficio fuori casa o scegliere di lavorare con una business coach 
  • Definire le proprie priorità
  • E infine, la mia preferita, circondarsi di persone a carica positiva.
Ah, giusto, il mio intervento! Ho ovviamente parlato delle solite cose - spazi in cui vivere e lavorare bene - ma concentrandomi sulla scrivania e sulla necessità di circondarsi di cose belle.
Enjoy!