Atelier Relief: la fotografia diventa scultura

Atelier Relief: un atelier creativo che a Bruxelles dà vita alle immagini attraverso il volume.



Ho conosciuto Farid Issa, Founder di Atelier Relief, un po' di tempo fa mentre stavo progettando uno stand per l'Euroshop 2017 - la più grande fiera dedicata al retail d'Europa - a Dusseldorf.
L'idea era quella di creare un'opera d'arte su misura che rappresentasse il saper fare dell'azienda e al contempo il concept ART MEETS RETAIL, pensato per l'evento.

Sono rimasta immediatamente affascinata dalle loro opere d'arte. Amo la fotografia e sono una maniaca degli allineamenti e delle geometrie definite: come poteva non essere altrimenti?!

L'idea di partenza per l'ideazione del concept dei reliefs è stata la considerazione che le immagini sono sempre più presenti nella vita di tutti i giorni, ma abbiamo due opzioni: stamparle o archiviarle. Quindi perché non dargli una terza vita con i Reliefs, rendendole delle sculture? Ciò ha significato lavorare sulle immagini in modo differente, dare loro una nuova dimensione architettonica. E vedere la fotografia proprio come un architetto vedrebbe lo spazio, costruire volumi, prospettive, giocare con pattern e materiali.

Il processo parte proprio dalla fotografia, che dà il via e l'ispirazione al progetto. Se il lavoro è commissionato ci siede tutti attorno ad un tavolo - proprio come è accaduto a me - e si parla del formato, dei materiali, dei pattern da creare. E poi inizia la parte creativa, sempre in stretto contatto con il team della produzione che ne studia la fattibilità. Non appena il design è concluso si passa all'approvazione da parte del fotografo o del committente....e si dà il via alla produzione vera e propria!

La fotografia quindi è il punto di partenza da cui Atelier Relief e il fotografo stesso creano il ritmo, giocano con il movimento e disegnano un nuovo linguaggio. Il volume dà vita alla fotografia.

Nello studio lavorano infatti architetti, fotografi, artigiani e designer capaci sia di concepire che di realizzare le opere e dare struttura e profondità alle immagini, nel vero senso della parola. Che si tratti di fotografia di architettura, moda, fotogiornalismo o ritrattistica, l'immagine si unisce a legno, metalli o plastica. Il tutto montato su strutture studiate ad hoc, per dare alla fotografia quel senso di forma, colore, luminosità e prospettiva che mi hanno colpita fin da subito.

Curiosi di conoscerli? Li trovate al MIA PHOTO FAIR, a Milano dal 9 al 12 marzo!

E ora qualche loro opera. La prima è proprio il pezzo unico realizzato per Mattec, in collaborazione con la fotografa Melonie Foster Hennessy. Lo ammetto, lo sento un po' mio proprio per il profondo coinvolgimento avuto sia in sede di design, sia per la scelta dei materiali e della produzione. Enjoy!





 "Art Meets Retail", 2017
Melonie Foster Hennessy & Atelier Relief 
400 x 100 x 30 cm
Wood, aluminium, brass and printed plexiglass 
Unique piece 



atelier relief unique piece - take it to the next level
 "Take it to the next level", 2017
Steven Ng & Atelier Relief 
120 x 120 x 15 cm

UV print on acrylic glass & aluminium 

Unique piece 


"The 12th Box", 2017
Karel Fonteyne & Atelier Relief
100 x 80 x 12 cm
Inkjet, print on paper, aluminium & brass
Edition of 3
"Kinga", 2017
Serge Leblon & Atelier Relief
120 x 95 x 12 cm
Inkjet, print on paper mounted on diasec & aluminium
Edition of 3



"Silent Geometry", 2017
Serge Najjar & Atelier Relief
60 x 60 x 12 cm
Inkjet, print on paper mounted on Diasec & acrylic glass
Edition of 3


English version.

I met Farid Issa for the first time while designing a booth for Euroshop 2017 in Dusseldorf, the world's n.1 retail trade fair. The idea was to create a site specific piece, working on the theme "ART MEETS RETAIL" and talking about the craftmanship and skills of the company which commissioned the work.

I was immediately impressed by their works: I love photography and I am a maniac of geometry, how could I not love them?!

Nowadays pictures are more present than ever in our lives, and yet, there are only two options: it can be printed or stocked. The idea is to become an alternative to these two options, by creating and producing “Reliefs”, sculptural variations of a picture.
This means to work on pictures differently. To give it a new, sculptural and architectural dimension. To see the picture as an architect would see the place, to build volumes, perspectives, to play with patterns and materials. 

It all starts with a picture. That’s what inspires and leads Atelier Relief's team. For a given project, they all sit around a table (that's what happened to me!) and think about the format, materials and patterns. Then, it's design round, the most creative part! The process involves the production team to discuss the feasibility of the project. Finally the design is sent to the photographer for approval. Once everyone is happy with it, the project goes down to the basement and is produced!
The photograph indeed is the score from which the Atelier and the photographer create rhythm, play with movement and draw-up a new language. Volume brings the photograph to life.

Atelier Relief brings together photographers, architects and designers to create three-dimensional pieces, giving new depth, substance, and structure to an image.

Be it of architecture, fashion, photojournalism or portraiture, the sculpted image unites itself with wood, metals or plastics. Mounted upon detailed structures, the image unveils a greater sense of shape, colour, luminosity and perspective.

Since its creation, Atelier Relief has become the world reference for the conception and production of sculpted images. Its approach to the image remains unique within the art market. Neither a gallery nor an industry for decoration, the Atelier is a space where the infinite possibilities of a picture are explored.


If you want to meet them, see you at the MIA PHOTO FAIR in Milan! (8-12 March 2018)

And them some of their works. The first one is the unique piece for Mattec. I feel it a little bit mine, as I was strictly involved in the design and production project. Enjoy!







Lo spazio
pictures : Nicolas Velter
project: Zoom architecture, Bruxelles